Alghero

Suggestiva città fortificata, un vero e proprio gioiello architettonico che si sviluppa a ridosso della costa occidentale dell’Isola. I promontori di Capo Caccia e di punta del Giglio la proteggono dai freddi venti del nord, mentre le colline circostanti fungono da barriera contro i venti orientali e meridionali.

Il suo nome pare derivi dall'abbondanza di depositi di foglie di posidonia, erroneamente chiamata alga, presenti lungo i litorali sabbiosi soprattutto dopo le mareggiate di libeccio.
Fondata intorno al XII secolo dalla famiglia genovese dei Doria, fu conquistata nel secolo successivo dai catalano–aragonesi, che entrarono all’interno delle mura della città nell’agosto del 1353.
A partire dal 1354, la città venne ripopolata grazie all’arrivo in massa di popolazioni catalane che dalla loro terra d’origine portarono le loro tradizioni, cultura e la lingua e con la quale intrattengono ancora oggi frequenti rapporti di scambio. L’architettura dei monumenti, le chiese nascoste tra gli stretti vicoli della città antica protetta da possenti torri e bastioni, i palazzi signorili rispecchiano perfettamente lo stile gotico-catalano.
Nel corso degli ultimi anni, l’ampliamento delle tratte coperte dal vicino aeroporto di Fertilia (soprattutto con l’avvento delle low cost), ha contribuito all’enorme sviluppo turistico della cittadina catalana sempre più meta di turisti attratti dalla sua bellezza particolare, dove il fascino della cultura sarda si unisce a quello spagnolo.
Il centro storico di "Barceloneta", come viene affettuosamente chiamata dai catalani, è un intricato quanto gradevole incastro di stretti viottoli lastricati in pietra o ciottoli sui quali si affacciano eleganti boutique accanto a piccole botteghe di gioielli artigianali specializzati nella lavorazione del corallo.
Cuore del centro storico è Piazza Sulis, dove sorge la torre “Esperò Reyal” nota anche come torre Sulis, dal nome del rivoluzionario cagliaritano che vi fu rinchiuso per oltre 20 anni. Seguendo le mura si giunge alla Torre di San Giacomo con la Chiesa di Nostra Signora del Carmelo (di origine seicentesca) che da il proprio nome all’intero quartiere (carrer del Carmen) anticamente borgo di pescatori.
Oltrepassato il lungomare Marco Polo, si giunge al Bastione Mirador dal quale si può ammirare l’intera baia.
Sulla Piazza del Duomo si affaccia la Cattedrale di Santa Maria. I lavori di recupero della originaria parrocchia trecentesca, iniziarono nella seconda metà del 500 e proseguirono sino al 1730 creando così una difformità negli stili, con le linee gotico-catalane dell’abside a far da contrasto a quelle classiche delle navate.
Pregevole l’altare maggiore in marmo policromo.
Uscendo dal centro città e seguendo la costa verso Capo Caccia si trova il nuraghe Palmavera, composto da un nucleo centrale, composto da due torri gemelle, racchiuso da una corte pentagonale divisa in due cortili. Su una delle sommità del pentagono si trovano i resti di una camera delle riunioni, cioè di un luogo identificato come sede di adunanza assembleare.
La costa è caratterizzata da un suggestivo alternarsi di litorali rocciosi e bianche spiagge di sabbia finissima.
Tra le bellezze naturali della zona, segnaliamo inoltre lo stagno del Calic, importante per le numerose specie botaniche e faunistiche presenti.
L’economia della cittadina (38.404 abitanti) è basata prevalentemente sull’industria del turismo, ma è anche famosa per la produzione di pregiati vini.

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